Sì, sono una kamikaze.

Sì, sono una kamikaze. Mi lancio completamente ricoperta di bombe a mano, consapevole della sicura distruzione, incapace di fermarmi. Quando poi quello che non avrei mai voluto succedesse: la mia distruzione appunto, puntualmente si verifica, inizio a pensare che  se solo io non avessi creato le condizioni per far esplodere le bombe, tutto sarebbe continuato normalmente e io adesso non starei mettendo in atto la fase due del mio essere profondamente Kamikaze  RIVIVERE.  Rivivere ogni singolo momento, riascoltare ogni singola parola perfettamente registrata nella mia memoria, la mia memoria spesso fallace quello che vuole se lo ricorda benissimo, la odio per questo!   Ripensare a tutti i momenti meravigliosi, rivederti in tutte le stanze di questa stupida casa , raschiare il fondo del barile, scoprire che non era il fondo e finire ancora più in basso!!  Ma solo così io posso pensare, o almeno sperare, di superarla, di uscirne. Non di dimenticare ma di continuare . Continuare con te sarebbe esattamente quello che vorrei, ma realisticamente credo non sarà mai possibile. Oppure no? Perché non deve essere possibile ??  Per continuare a vivere con decenza  ed evitare di strisciare pateticamente, come uno stupido verme, per non cadere nell’autocommiserazione continua, costante, io devo distruggermi! Per giorni, ore, notti, rielaborare il lutto, pensare in continuazione :”sei una cretina, sapevi cosa stavi facendo, sapevi che stavi accelerando la fine, se stavi zitta, stavi ferma, se avessi tolto il piede dall’acceleratore, dovevi smetterla!! è solo tua la colpa…sì però se lui avesse risposto al  telefono invece di lasciarti scrivere…!!” e poi rivivere, rivivere tutto dall’inizio alla fine e poi di nuovo da capo fino a che non farà più male, fino a che resterà solo il bellissimo ricordo di quello che avevamo.  In questo momento sono convinta che non ci riuscirò mai. Non so quante volte io abbia già ripercorso tutto, e ad ogni fine del percorso mi assale la disperazione, il “no no no  tu sei mio e io non ce la posso fare, è te che voglio, aiuto! devi volermi anche tu!!!” .  Perché non posso essere davvero una strega?  Perché assieme alle intuizioni che mi fanno capire cosa stia per accadere , a meno che le mie “psicosi” non creino esse stesse il disastro, cioè quello che io credo stia per succedere, non mi è stato dato il dono della pura magia? Voglio la mia bacchetta magica, voglio farti tornare, non puoi essere andato via  davvero!

James Houston

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