Non siamo sbagliate

Spesso con la mia “sorella” che non è propriamente una sorella, ma il fatto che non siamo figlie degli stessi genitori è un dettaglio assolutamente insignificante, discutiamo, ci interroghiamo su cosa significhi essere “noi”, ci devastiamo sezionando ogni atteggiamento, ogni avvenimento, ogni fine ogni nuovo inizio costellato da miriadi di incidenti di rodaggio e di  percorso  e spesso concludiamo i nostri dialoghi fiume telefonici e quelli balcone sigaretta, traendo la seguente lapidaria conclusione: siamo noi, siamo sbagliate, siamo troppo indipendenti, non scendiamo a compromessi, non ci accontentiamo. E’ colpa nostra, dovremmo essere più dipendenti, chiedere aiuto, essere donne zavorra.  Credo che ci sia fornito alla nascita, come corredo genetico,   un senso di colpa cosmico, ogni fallimento deriva da una nostra mancanza, noi amiamo, ci doniamo, cerchiamo di non pesare mai sul nostro uomo, trasciniamo relazioni con il puro intento di salvarle ma il finale è sempre lo stesso: le terminiamo e di nuovo, sole, sempre noi due, ricominciamo. Le nostre vite scorrono abbinate con un anno di scostamento l’una dall’altra, o prima io o prima lei ma gli avvenimenti sono gli stessi. Ultimamente, sempre più spesso però, mi balena in mente l’idea che questa nostra convinzione di essere noi quelle sbagliate sia fondamentalmente errata! Non esco spesso, anzi quasi mai, per anni ho vissuto con un uomo-divano, stavo bene ma io di indole non sono propriamente una donna-divano, amo uscire, amo la notte, amo divertirmi “far casino” , sono spesso imbarazzante per la mia assoluta noncuranza del giudizio altrui e delle regole dettate dal bigottismo imperante , amo osservare le altre persone. Da sempre. Osservandole, ascoltandole, capisci tanto. Capisci cosa ti vogliono far credere di loro, cosa cercano di nascondere dietro l’ostentazione della perfezione, capisci cosa vogliono sapere di te in base alle “casuali” domande che sembrano buttate lì per caso quando invece sono quasi un copione prestampato e con un minimo di abilità intellettiva , abilmente celata,  riesci sempre, quando ne hai voglia, quando ti vuoi  divertire,  a  dirigerli nel tuo comodo e conosciuto  vicolo cieco dove procedere al massacro, naturalmente quando la persona che hai di fronte non desta in te  il benché minimo interesse. Il concetto iniziale, non è raro che io divaghi e dimentichi anche cosa volessi dire era che io osservo molto e questa sera ho osservato tanto. Ho visto un mondo popolato da persone finte. Sguardi vuoti, discorsi inutili, atteggiamenti di facciata  e di convenienza e pensavo al discorso di mio padre che diceva all’incirca che a volte bisogna accettare i compromessi, per non restare soli, per avere una compagnia che ti permetta di avere una spalla, un aiuto, di condividere.  Ancora una volta, questa sera, ho realizzato, e sono tornata a casa sorridendo e cantando, che la mia vita è piena di persone, amici, amiche, sorelle, genitori che mi amano, che non importa se avrò la fortuna di avere a fianco a me l’uomo che amo o l’uomo che amerò in futuro perché io sono felice di essere “io”, con tutte le mie imperfezioni, con il mio carattere terribile, con la mia intolleranza, con il mio non scendere a compromessi, io mi amo così e preferisco di gran lunga essere me che essere uno qualsiasi dei personaggi osservati questa sera. Io sola, io più “vecchia” di loro ho più voglia di vivere nell’unghia dell’alluce che loro in tutto il corpo e rientrando a casa,  dopo una bella serata con amici,  non devo togliere la maschera del finto “perfettismo” ma sorrido “veramente” e non vorrei cambiare niente di quello che ho, eccetto un particolare che per evitare monotonie e “logorroicità” non starò a ripetere. Ben venga quindi “noi”  così come siamo sorella, mal che vada finiremo singles e acide a condividere casa e vita e non c’è nulla al mondo che mi renderebbe più felice.

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11 commenti su “Non siamo sbagliate

  1. Franca Orsini ha detto:

    Perfetto; analisi lucida di uno stato, sezionato e accettato in tutto e per tutto. Questo è il modo per non avere scontri interni che generino conflitti esistenziali. Mi aspetto coerenza

  2. Sa ha detto:

    mi pare di leggere di me e la mia amica, stessa storia, in qualche modo e stessa filosofia.. ma io a volte mi scordo di quanto sia in grado di amarmi, e mi odio un po’…

    • Quello che non è. ha detto:

      Non sai quanto io mi odi, nonostante mi ami, penso sempre che se fossi diversa, se fossi più zavorra, meno autosufficiente..avrei una vita molto più semplice …ma non riesco ad esserlo.

      • Sa ha detto:

        quella sensazione di essere troppo pure per se stessi… si conosco proprio bene il problema…
        Ho appena preso una batosta del genere,lui che dice: “ma io ti stimo”, si, ma in realtà mi ero innamorata… Bha!

      • Quello che non è. ha detto:

        Credo di avere “qualche” annetto più di te. Le batoste per certe persone sono continue e costanti. Siamo donne difficili, poco gestibili, spesso parliamo, contrastiamo. Spaventiamo e purtroppo “fiacchiamo”. Gli uomini si sentono poco utili con noi . Io sono innamorata, ma essendo un caterpillar….o forse semplicemente lui non ama me quindi non è disposto ad accettare il mio essere bulldozer…life goes on . 😉

      • Sa ha detto:

        Anno più anno meno ci si ama e ci si odia allo stesso modo mi sa!
        Si, si life goes on!

      • Quello che non è. ha detto:

        No no , l’amore cresce, ogni volta prendi batoste sempre più grandi!! Il riferimento all’età maggiore comunque non era riferito all’intensità dei sentimenti ma al fatto che più anni di vita vissuta corrispondono ad un maggior numero di batoste collezionate …per quel che riguarda la mia persona. 😉

  3. Quello che non è. ha detto:

    Questo commento mi è stato inviato da una persona che preferisce rimanere anonima e lo rimarrà. Il commento però mi è piaciuto immensamente e lo voglio qui con me . “Lo griderei questo “MI PIACE”. Bellissimo quello che hai scritto…….Comunque questo è amarsi, sorridere dentro, sorridere davvero. Guardarsi e dirsi non sono quella sbagliata, ma quella speciale. La sottile differenza che a volte ci confonde. Basta continuare ad inseguirla.”

  4. annam11 ha detto:

    Credo che il tuo ribadire più volte il tuo essere contenta di come sei indichi che non è tutto così risolto… Ed è un bene!

    • Quello che non è. ha detto:

      Al contrario. Non c’è nulla di irrisolto e ogni volta che ne ho la conferma mi sento di affermarlo nuovamente. A volte me lo dico a voce, guardandomi allo specchio, altre mi va di scriverlo. E, a mio parere, è un bene che dentro me questo sia risolto.

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