ImmagineScrivere troppo, scrivere sempre, scrivere poco, non riuscire a farsi capire. Sapere che è sbagliato, assolutamente sbagliato scrivere in certi momenti, non riuscire a fermarsi. Desiderare disperatamente un messaggio, riceverlo e chiedersi “dove ho sbagliato, cosa ho scritto, cosa hai capito per scrivermi questo” , per non aver capito nulla di ciò che IO sono, di ciò che TU sei, o meglio eri,  per me. Senso di nausea, anzi nausea. Desiderare di non averti mai incontrato o di averti incontrato ma di essere andata oltre, senza vederti, senza ascoltarti. Non basta un treno, devo prendere qualcosa di estremamente più veloce, mettere oceani su oceani tra noi. Odiarmi. Odiarmi perché nonostante la realtà che ho visto, che ho finalmente capito resto legata al tuo piccolo essere.

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Recidiva

Cosa scatta nella mente che ti fa realizzare all’improvviso che ogni uomo che hai amato nella tua vita in fondo ti ha fatto del male ? Perché  ho impiegato quasi un quarto di secolo a focalizzare  ? In fondo era così evidente.  Perché notarlo solo ora? Capita che in un giorno un po’ così, ti metti a pensare a tutte le relazioni e vedi  che non uno, non uno di loro non ti ha fatto soffrire. Chi per un motivo chi per l’altro. Di positivo c’è che almeno le “sofferenze” sono state causate da motivi differenti. La domanda che non mi farà dormire questa notte quindi è: perché continui ad imbarcarti ? perché non riuscire a cambiare? perché non usi loro come pare sia di moda al giorno d’oggi tra le tue coetanee, assumendo usi e costumi che gli uomini fanno propri da secoli, evitando come la peste le relazioni serie e durature? Sei recidiva e forse stupida.

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Non proprio ostile

Mi parlano dei Bambini Indaco gli Indigos, dove “Indaco” è il colore della loro aurea. Non credo nella maggior parte delle cose che  non posso vedere, che non sono tangibili, ma certe idee mi affascinano. Mi affascina l’idea del “terzo occhio” aperto. Mi incuriosisce il racconto sui Bambini Indaco, non lo conosco o comunque non ricordo di conoscerlo,  e digito, cerco,  leggo. Leggo che è una  teoria   New Age categorizzata come un concetto pseudoscientifico, quasi disprezzata, o almeno così percepisco dai  temini usati e trovo una descrizione delle caratteristiche “… presenta i bambini indaco come dotati di grande empatia, curiosità, forza di volontà, e una spiccata inclinazione spirituale. Sono anche descritti come molto intelligenti, intuitivi, e insofferenti nei confronti dell’autorità…” . Rileggo e mi chiedo : “Perchè non mi avete studiato?”. Perchè mi avete definito per anni come “chiusa e ripiegata su se stessa” consigliando addirittura una scuola professionale, quasi a sottilineare un  “deficit mentale” , perchè mi avete successivamente considerato una ribelle e ancora una contestatrice, senza capire che in realtà io ho sempre e solo voluto parlare e relazionarmi “fare amicizia”  con chi riconoscevo come aperto, come non ostile, come puro, come vero, come degno ?.  Il modo giusto per definirmi a quel tempo sarebbe stato “Bambina Indaco” , così come oggi io sono una “Donna Indaco”. Non è cambiato nulla in me, non una virgola. Sono stata scherzosamente definita “Ostile verso l’umanità”  ma in realtà sono ostile solamente verso coloro che dimostrano altro rispetto a ciò che indica invece la loro aurea, altro da ciò che sono veramente nel profondo.  A voler essere precisi,  esattamente non sono propriamente ostile, sono assolutamente indifferente, non tengo in considerazione, mi estraneo se devo forzatamente sopportare la presenza di persone che mi danno  repellenza fisica.  Queste  sensazioni che arrivano “a pelle”  e  che mi dicono sempre infallibilmente chi ho davanti con una percentuale di  successo  piena ,  forse altro non sono che l’esatta percezione dell’aura altrui. Come i gatti, che sanno sempre subito se sei dolce,  sensibile, che se percepiscono l’animo buono   ti si avvicinano immediatamente , fuggendo invece quando sentono cattiveria e falsità anche se celata.  Come i cani, che ti fiutano nell’aria e anche se non ti vedono, partono, corrono ti cercano e arrivano fino a te, ti sentono, sentono l’animo puro, l’animo buono, rifuggendo l’animo oscuro.  Come i bambini, che ti guardano, ti sorridono,  ti danno la mano e ti parlano, scelgono te così inspiegabilmente “nel mucchio” , perchè bambini e animali non sono condizionati come gli adulti che hanno chiuso il terzo occhio dietro ad una saracinesca, così io continuo a pensare, come allora,  che non sia obbligatorio socializzare con chiunque ma solo con chi possa arricchire il mio spirito, solo con le persone che mi faciano sentire “a casa”.

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