La terza fase

Sono in quella fase di accettazione del lutto che preferisco. Quella nella quale ti odio e mi odio per amarti nonostante la tua aridità di sentimenti. E’ la fase che solitamente precede quella della rinascita, quella nella quale finalmente mi sveglio e non ti penso o , se anche ti penso, non soffro come un cane abbandonato. Resisto fermamente alla tentazione di lanciarti qualche maleficio perché sono convinta che non sia carino lanciarne a persone che si sono amate tanto – che si amano è più corretto- anche se a volte semplicemente ti auguro che la vita – qualcuna- ti ripaghi con la stessa moneta che tu hai usato per pagare me. Non sono sicura però che anche questo non sia un  maleficio quindi spesso te lo auguro poi chiedo scusa per il pensiero e lo ritiro. In fondo ti amo quindi non riesco ad augurarti sofferenze. Mi odio anche per questo, un po’ di sana sofferenza non ha mai fatto male a nessuno, ma a te proprio non posso mandarla, va bene così. Che poi così non è che vada proprio bene, era meglio se invece di essere nella terza fase dell’accettazione del lutto io non ci  fossi proprio entrata in lutto, significherebbe che saresti ancora qui, invece che perso chissà dove…ma la vita fa sempre il contrario di ciò che desidero. Sarà forse per quella maledetta teoria della legge di attrazione , dovevo desiderare di averti per sempre solo una volta e poi non pensarci più. Colpa mia se l’ho desiderato ogni santo giorno . Lo faccio ancora ma deve esserci qualche falla nel modo di desiderare perché non funziona.

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