La terza fase

Sono in quella fase di accettazione del lutto che preferisco. Quella nella quale ti odio e mi odio per amarti nonostante la tua aridità di sentimenti. E’ la fase che solitamente precede quella della rinascita, quella nella quale finalmente mi sveglio e non ti penso o , se anche ti penso, non soffro come un cane abbandonato. Resisto fermamente alla tentazione di lanciarti qualche maleficio perché sono convinta che non sia carino lanciarne a persone che si sono amate tanto – che si amano è più corretto- anche se a volte semplicemente ti auguro che la vita – qualcuna- ti ripaghi con la stessa moneta che tu hai usato per pagare me. Non sono sicura però che anche questo non sia un  maleficio quindi spesso te lo auguro poi chiedo scusa per il pensiero e lo ritiro. In fondo ti amo quindi non riesco ad augurarti sofferenze. Mi odio anche per questo, un po’ di sana sofferenza non ha mai fatto male a nessuno, ma a te proprio non posso mandarla, va bene così. Che poi così non è che vada proprio bene, era meglio se invece di essere nella terza fase dell’accettazione del lutto io non ci  fossi proprio entrata in lutto, significherebbe che saresti ancora qui, invece che perso chissà dove…ma la vita fa sempre il contrario di ciò che desidero. Sarà forse per quella maledetta teoria della legge di attrazione , dovevo desiderare di averti per sempre solo una volta e poi non pensarci più. Colpa mia se l’ho desiderato ogni santo giorno . Lo faccio ancora ma deve esserci qualche falla nel modo di desiderare perché non funziona.

βŁαćҜ & ẂħįŦє3

Annunci

Cosa fare ?

Siamo davvero gli artefici del nostro destino? Possiamo influenzare, deviare, correggere gli eventi agendo o non agendo? Come sapere cosa dover  fare per modificare, o provare a modificare qualcosa che per noi è vitale e sentiamo che ci sta sfuggendo dalle mani ?  Come riuscire a superare la paura di fare ? Ma sarà paura oppure orgoglio ?  Come capire se sia meglio accondiscendere o insistere . E’ un continuo dubbio. Cercare di capire se dover lasciare che la progressione sia davvero questa e avere il dubbio che se si  fingesse di non notare i cambiamenti, di non avvertire le variazioni del tono di voce, le sparizioni, i ritorni poco convinti, se si continuasse imperterriti a scrivere, come sempre , come ho sempre fatto, scrivendo quello che provavo, quello che sentivo , potresti forse  capire. Come nelle favole, capire che mi vuoi. Ma tu lo sai cosa sei per me e  dovresti averlo ormai imparato a memoria, quello che provo, quello che sento  e io, io dovrei aver capito quello che non sono per te . Io non lo so, Io non so mai cosa fare con te. Penso tutto e il contrario di tutto. Sono piena di paure , piena di incertezze, immatura. Non sono la donna che gli altri conoscono, che io conosco, quando si tratta di te.  Inizio a scriverti, pensando a quando dicevi che l’unico momento felice delle tue giornate era quando aprivi la tua posta, ma poi penso che il tempo è passato, che tu sei cambiato e rinuncio . Mi dico “lascialo stare” così vuole, così sarà. Non ha senso continuare , prorogare la fine. Sarà la decisione giusta ? Questa convinzione di non volersi imporre , sarà giusta? Non penserai “Non mi scrive non mi  cerca  sta bene anche senza me ” ? . In stallo. Sospesa. Cercando un motivo per respirare. Non sto bene senza te. Non c’è scintilla,  tutto è  spento. Questa era una lettera per te ma non ho avuto il coraggio di mandartela. Si dice : “Non c’è coraggio senza paura” . Oggi ha prevalso la paura. 

 

 

Immagine

 

E’ una lettera per te

E’ un grandissimo dono quello che ci ha fatto la vita tantissimi anni fa. Quello di farci conoscere. Mai comunione d’anima fu più profonda. Io sono te, tu sei me. Noi così diverse e così uguali, tu che finisci le mie frasi, io che finisco le tue. Non ricordo una volta in cui abbiamo avuto opinioni diverse, forse una sì, una. Non so se sia perché la nostra vita scorre così in parallelo, quasi gli stessi percorsi, quasi gli stessi dolori, o forse perché essendo noi così simili ci ritroviamo a percorrere le stesse strade, a commettere gli stessi errori, a gioire e soffrire con la stessa passione, ad avere lo stesso impeto nell’affrontare la vita e a trovare gli stessi modi per lottare e per far uscire la rabbia. Mi ha  stupito che quasi dallo stesso giorno stiamo ascoltando lo stesso CD e la stessa canzone, per sfogare questa rabbia che abbiamo . Senza dircelo agiamo esattamente allo stesso modo. Allo stesso modo non riusciamo a trovare qualcuno che capisca l’immenso mondo che abbiamo dentro e hai ragione , ne usciremo ancora più forti, anzi lo siamo già. Noi siamo già forti e ne siamo già uscite e quello che trovo meraviglioso è che in tutta questa nostra vita, le persone sono passate, ci hanno travolto come carri armati lasciandoci al suolo doloranti e rotte  ma   noi siamo sempre qui, sempre insieme, sempre unite. Non vedi quanto siamo forti ? Noi , forti del nostro bene reciproco, siamo invincibili!

Mi chiedo

Analizzando la mia vita sentimentale, perché quando non so cosa fare penso,  a quarantacinque anni suonati e forse con un piede nella menopausa, scopro che essa è  piena di :

– se mi avessi perdonato e fossi rimasta con me, sarei stato sempre presente

– avevo paura, troppo forte il sentimento, ma adesso ho capito, io ti amo, lascia tizio e torna con me

– scusami non mi sono accorto che ti stavo perdendo

– ho perso il treno vero ?

e tutta una vasta gamma di cazzate simili che mi fanno, e hanno fatto, venir voglia di prendere un badile e distruggervelo in faccia ! Mi chiedo : ma non potreste ragionare con quello che contiene la vostra scatola cranica, oppure provare ad ascoltare il cuore e spegnere quel cervello bacato che vi ritrovate, riuscendo così a tenervi le persone che amate , anche se pare non ve ne rendiate conto, prima che vi mandino a quel paese , scoprendo infine dopo atroci sofferenze che in fondo riescono a sopravvivere anche senza di voi? Perché riuscite sempre a mandare tutto a puttane ?

Immagine

Vorrei

E’ da qualche tempo che penso cosa vorrei, e devo averlo già scritto , forse anche a te, non ricordo, scrivo sempre tanto , ma questo è ancora quello che vorrei, visto che ancora, in un modo un po’ strano, ma ancora ci sei. Io vorrei tu pensassi a me come la tua portaerei, come quel posto sicuro dove poter atterrare senza alcun timore, per prendere fiato, per fare rifornimento, certo di poter essere sempre te stesso e non essere mai giudicato, solo ascoltato, se per caso avessi voglia di parlare. Vorrei tu pensassi a me come il tuo pungiball , con il quale sfogare tutta la rabbia del giorno , sicuro di non ricevere mai pugni come risposte ma solo amore, comprensione, calore. Vorrei che ti sentissi libero di chiamare, di non chiamare, di venire, di non venire, di chiedere e di avere solo quello che vuoi , poi girarti e dormire, se questo è quello che vorresti in quel momento. Vorrei che ti sentissi tu, senza dover fingere qualcosa che non sei, qualcosa che non vuoi, libero, solo te stesso, solo tu per me.  Questo è quello che vorrei.

Immagine

Riflettendo mi irrito

Ci sono tante cose sulle quali sto riflettendo,  su come non mi piaccia assolutamente il mondo che mi circonda, le idee che la maggior parte degli uomini hanno delle donne, sul fatto che credano che ogni comportamento sia una tattica, che tu ti neghi perché si faccia sempre più pressante la loro insistenza perché in realtà tu non rifiuti perché quello che vuoi dire è No! ma perché in realtà vuoi accettare ma devi farla pesare questa tua accettazione….Ebbene  c’è questa frase che riassume bene quello che vorrei dire : “Vonde monadis!” . Crescete. Imparate a giudicare le persone, a capire chi avete davanti. Smettetela di agire per strategie preimpostate e siate spontanei, accettate che a volte “NO, non sono interessata ad un’avventura” significa semplicemente questo. Basta leggere le parole esattamente dando loro il proprio significato letterale , senza interpretare, senza cercare significati nascosti. Non è difficile e nemmeno impossibile. Rifletto su quanto mi irriti  non essere presa alla lettera, si creano malintesi . Mi irrita ancora di più chi cerca di psicanalizzare quanto scrivo. Probabilmente l’errore è scrivere su un blog quando invece dovrei scrivere su un diario, ma visto che sul diario la liberazione mentale non è pari a lanciare i pensieri nel web , proverò a sopportare l’irritazione che cresce ogni volta che leggo commenti che tendono a cercare di trovare un significato nascosto. Non ci sono significati nascosti, non ci sono problemi irrisolti in me, proprio perché mi analizzo da sempre, perché sviscero ogni problema, ogni dubbio, ogni decisione, prima che diventi un problema irrisolto. Sì sono innamorata di un uomo che non mi ama, è una situazione nuova per me, non mi era mai successo prima. Sì, ho chiuso una relazione comoda ma senza passione, non sono fatta per la vita senza passioni, meglio sola, e sì sono felice nonostante, perché quello che sono è esattamente quello che voglio essere, coerente con qualsiasi azione o scelta anche se possono essere giudicate sbagliate, ma essendo il mio l’unico giudizio che tengo in considerazione, non ho particolari disturbi del sonno se altri le giudicano sbagliate.

155033_341420882639943_293972208_n

Non è che non m’importa ..

Mi chiedo cosa sia questa strana calma interiore. Questo mio essere tranquilla e  tutto sommato anche  serena. Sì cos’è?  Com’è?  Questo è altro da me. Come da copione degli anni passati dovrei  essere agitata,  triste, arrabbiata, ringhiosa. E invece no! Sono calma, serena, allegra, tranquilla. Oserei dire felice, se non fosse che quando pronuncio questa parola succede quanto di peggio possibile. Sono ormai quattro giorni che attendo con terrore che questa calma apparente finalmente si riveli essere uno stato di incoscienza, uno stato di attonito stupore e lasci spazio agli stati d’animo di assoluta NON accettazione dei fatti , stati d’animo che  ben conosco, quelli che si impossessano di me quando le cose non vanno come voglio io , e invece no . Improvvisamente ho realizzato che effettivamente io sto bene e lo stupore mi ha indotto a riflettere  ed a capire. Ho capito che non è che invecchiando io diventi progressivamente una vecchiaccia priva di sentimenti e talmente arida da finire  un capitolo così fondamentale della mia vita  girare pagina e passare a quello successivo come se niente fosse ,  ho capito che niente è chiuso, che noi siamo comunque . Tu sei “nei paraggi” .  La comunicazione è aperta. Il tuo sorriso “per me” stampato all’interno delle pupille, fa in modo che io ti veda sempre e l’amore che provo per te continua  a far parte di me e di te indipendentemente da ……si espande, anche  se  noi non dovessimo essere più . L’amore non possiede, non pretende, l’amore non esige, l’amore è libertà.

Immagine

pic Isabel Muñoz