Come stai ?

Il telefono suona. Butto un occhio, sei tu. La tua foto lampeggia, una foto tua che mi piace tantissimo. Sono giorni che non chiami. Tanti. Troppi. Guardo il telefono che squilla e non ho voglia di risponderti ma lo faccio. “Come stai? ” “Benissimo” la solita risposta falsa alla solita domanda assurda. E continui “Ma che voce, ti ho disturbato?” “No , ho l’influenza” ” Sì ma a parte l’influenza come stai ?” E rispondo a caso . E stranamente sono muta, distaccata, non so cosa dirti. Parli ma non sento cosa dici. Cosa vuoi che dica? Male, senza te. Malissimo. Elaboro il lutto . Cosa vuoi sentire ? Cosa devo rispondere ? Vuoi sentirti in pace ? Sentire che sei riuscito a svanire lentamente senza dare nessuna spiegazione ? No. Non ho voglia di darti l’assoluzione. Sto male ma inizio a stare bene, non ho alternative se non continuare . Elaboro, assimilo e quando avrò digerito parlerò. Forse. Se riterrò che ne valga la pena . Forse capisci cosa provo, forse no . Al momento non mi interessa. La delusione è forse più forte del dolore. Forse. O forse le due cose sono talmente grandi da riuscire a farmi superare tutto. Come stai ? Male, senza te ma ho deciso di smettere di dirtelo. Non lo meriti.

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Filastroccando il mio tempo.

Poco m’importa il parere altrui
Su come si debba vivere e pensare
Su come occorra, indi per cui
Decidere, sentire ed amare

Ognuno nasce col suo dizionario
E il suo codice da interpretare
L’umano mondo è tristo e vario
E guai a colui che non vuol pensare!

Io scelgo a mio modo, in solitudine
Piuttosto che essere l’altrui servo
La mia non è, capite, ingratitudine
Ma è spazio che a me stesso riservo

E scelgo di guardare spesso in basso
Dove si formano mulinello e domanda
Là, dove ognuno ha lanciato un sasso

E il cuor mio, inflessibile, comanda.

Sehnsucht

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